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Una storia di vino e amicizia (prima puntata)
“Le moderne tecnologie? Ok sono utili, ma senza passione cosa ci fai?”. La dichiarazione non è mia, e non si parla di sport, anche se l’argomento è altrettanto nobile: il vino. Sono tornato, qualche giorno fa a trovare il mio amico Luigi Dezzani, uno dei più importanti viticoltori dell’astigiano. Abbiamo passeggiato tra le vigne, a 500 metri d’altezza, dove la natura ha creato l’ambiente perfetto per la coltivazione delle uve da Barbera. Sì, c’è una certa affinità tra me e queste vigne, e non dipende solo dal nome, credetemi.
Passeggiavamo e Luigi, viticoltore da tre generazioni, controllava i suoi grappoli nello stesso modo, con gli stessi gesti che erano stati di suo nonno. E capisco: le tecnologie in cantina possono dare una mano, ma la cura del vigneto è sempre quella di 50 anni fa.
“La maturazione è giusta, il numero anche e la grandezza pure, ha piovuto abbastanza e quando splende il sole è sufficientemente caldo”. Luigi non lo dice, ma lo dico mentre incrocio le dita: se tutto procede senza intoppi sarà una buona annata. (continua)









