Mi piacerebbe fare una visita alla cinquantesima edizione del salone dell’Ifa, la più importante fiera in d’Europa dell’elettronica e della comunicazione che si svolge a Berlino e s’inaugura venerdì.
Quest’anno sono aumentati gli espositori e, come consuetudine, l’obiettivo principale di chi organizza è incrementare gli ordini dei rivenditori soprattutto in vista del prossimo periodo natalizio.
Sono tante le novità: solo nel settore tv in 3D, ad esempio, gli apparecchi tridimensionali sono oggi prodotti da tanti marchi, come Samsung, Sony ed altri ancora. Sharp promette una nuova tecnologia in 3D con i cosiddetti “Shutterglasses”, ovvero occhiali con otturatori al posto delle lenti che si aprono e chiudono a ritmi prestabiliti, inducendo l’effetto tridimensionale.
E sono allo studio altre tecnologie che presto invaderanno i mercati.

Avete visto? C’è un altro “marziano” oltre a Bolt, L’americano Tyson Gay ha staccato, ieri, il tempo di 9,69 nei 100 metri a Shanghai nel Golden Grand Prix.
Gay, che arrivò secondo dietro a Usain Bolt ai campionati del mondo, ha migliorato il suo primato di Berlino che era di 9,71. L’ex detentore del record mondiale, il gimaicano Asafa Powell è stato il secondo con un tempo di 9,85 secondi e americano Darvis Patton terzo in 9,89 secondi.

Che mese di sport! Ogni week end riserva emozioni e qualche volta sorprese.
Archiviati i mondiali di Berlino, il Gp d’Europa ecco che domenica prossima s’affacciano nuovamente la F1 e il motociclismo.
Per quest’ultimo potrebbe allungare ancora Valentino Rossi impegnato a Indianapolis. Certo è che una sua ennesima vittoria potrebbe schiudere le porte al titolo mondiale della moto gp.
Ma tutto lo decideranno i bolidi tra qualche giorno!

Tutto o quasi è andato bene! La Juve e la Ferrari mi hanno regalato tante emozioni ma non altrettanto la squadra azzurra di atletica. Troppa sfortuna, podi sfiorati, prove opache. Forse non era l’anno dell’Italia che, comunque sia, sono certo, riuscirà a risorgere e ad assumere quel ruolo internazionale che le compete.
Forza azzurri: dalle ceneri si può ricostruire!
E’ cominciato con un 1 a 1 tra Bologna e Fiorentina il campionato di serie A di calcio.
Domani giocano le altre. Come si fa a non seguire la prima? Io lo farò, allenamenti a parte. Se sarà possibile cercherò di “incastrare” gli orari in modo di potermi allenare e vedere tre avvenimenti importanti.
Berlino, Valencia e il campionato. Mamma mia quanto sport!

Peccato. Questo non è l’anno azzurro. Tutt’altro.
Anche la marcia di questa mattina ci ha visto recitare un ruolo che non ci appartiene e devo anche elogiare la De Marrtino che, nell’alto, ha saputo dire la sua. S’è arresa difronte a grandi atlete e più in forma di lei. Peccato.
Una medaglia ce la meritavamo.

Ieri ho scritto subito dopo il nuovo record di Bolt. E stamattina mi son reso conto di aver tralasciato alcune considerazioni. Una per tutte: uomini e imprese come quella del giamaicano fanno bene all’atletica leggera.
Incollano al teleschermo milioni di persone che troppo spesso, altrimenti, cambierebbero canale. Penso poi al processo di emulazione: chissà quanti giovani si sentiranno attratti da queste meravigliose “avventure”.
Ne abbiamo bisogno!

Non è ha basta! Il giamaicano Usain Bolt infatti cerca oggi, a Berlino, il primato anche nei 200 metri nei mondiali di atletica leggera dopo aver vinto i 100 con primato mondiale.
La finale è fissata per stasera alle 20.35 e non me la perdo per nessuna cosa al mondo. E’ eccitante vederlo correre e ancor di più la facilità con la quale macina metro su metro distaccando gli avversari.
Un sinonimo per definirlo? Fenomeno!

Ancora bocca asciutta per l’Italia ai mondiali di atletica di Berlino. Di chi la colpa? Non mi sento di rispondere.
Preferisco pensare che sia un momento sfavorevole tra infortuni e gare non azzeccate. Capita. Ma non tutto è finito.
Spero davvero che questo mondiale possa relarci almeno qualche soddisfazione!

Finalmente vediamo qualche finalista azzurro ai mondiali di atletica leggera di Berlino. Due donne, per la precisione.
Elisa Cusma, negli ottocento metri e Antonietta Di Martino, nel salto in alto. Come i mondiali di nuoto hanno dimostrato i risultati migliori arrivano dal settore femminile.
E c’è chi ancora si ostina a chiamare le donne “sesso debole”!