Ieri a Berlino ho battuto il record italiano di salto in lungo ed ho sfiorato il record mondiale. Dovrei essere contento e invece sono incavolato ed a ragione, perchè sono tre gare consecutive che la signora fortuna non è con me.
Comincio dal risultato raggiunto 6.46 ottenuto regalando 30 centimetri alla pedana … questo è il motivo del rammarico,
se si considera che la differenza tra un salto nullo ed il salto della vita è in meno di mezzo centimetro, capirete. Ed io ho collezionato anche dei nulli.
In definitiva durante la gara ho sfiorato più volte il record del mondo (6.79), insomma, diverse volte ho saltato sul filo dei 7 metri. Quando hanno visto come saltavo anche i giudici di gara, credetemi, sono apparsi dispiaciuti.
La gara era importante, la motivazione giusta, come avevo già detto equivaleva ad una finale olimpica, sono finito sul secondo gradino del podio battendo un record che già era mio (i 6.45 toccati ad Atene), il vincitore – lui si che ha fatto il salto della vita – ha raggiunto i 6.50.
Tutto qui, aggiungo un nota sul pubblico, molto qualificato di Berlino e sulle riprese tv.
E adesso sono all’aeroporto, dovevo prendere un aereo alle 10, ma ci sono dei ritardi che non ci hanno spiegato
e mi incavolo ancora di più