Dall’8 al 10 marzo, ad Ancona, si sono svolti i Campionati Italiani Master indoor. Grande prestazione di Roberto Bellingardo sui 1500 metri che con il tempo di 6’35″03 ha migliorato di quasi 20 secondi il precedente suo record italiano della categoria diversamente abili.
Prossimo obbiettivo per Roberto Bellingardo è di scendere sotto i 6′ ed io sono convinto che lo farà molto presto.
Per quanto mi riguarda ho ottenuto il terzo posto nel salto in lungo contro i cosidetti normodotati con la fantastica misura di 6,38 mt che ritocca il precedente record italiano di categoria di ben 28 centimetri. E poi c’è stato il secondo posto per la staffetta 4×200 della societa’ Vittorio Alfieri di Asti composta da me, Roberto Amerio, Marco Merlo e Marco Elia da ora soprannominati i fantastici quattro.
Ancora una domenica ricca di sport. Oltre alla Formula 1 che vedrà Alonso partire dalla quarta posizione, c’è il calcio mondiale che adesso è giunto ad un momento cruciale.
E poi il tennis anche se le più forti azzurre sono state sconfitte.
Insomma non si sa dove guardare. Intanto penso alla motogp dove Lorenzo sembra imprendibile ed è un peccato che Valentino Rossi sia costretto ad un forzato riposo perchè avrebbe potuto sicuramente dire la sua.
Per quanto mi riguarda continuo ad allenarmi perchè mi è rimasto ancora in sospeso il “saltone” da primato.
Va bene faccio un piccolo bilancio prima degli appuntamenti dell’Olimpico per i campionati master, sabato prossimo e Imola per gli assoluti tra una decina di giorni.
Dall’Olanda, dove ho gareggiato per i campionati europei Iwas il bilancio è, a dir poco, esaltante. Lo so che parlo di me e che quindi certi aggettivi sembrano eccessivi ma credo che due ori (l’ultimo oro nei 400) e un argento, nel salto in lungo, sia un buon risultato.
Sono davvero soddisfatto perché significa che la preparazione fatta era giusta.
Come ho già avuto modo di dirvi “mi sento un leone”.
Eccomi. Oggi vorrei riproporvi un video di un mio salto d’allenamento. L’ho ripescato su YouTube dov’era stato posato e mi è servito molto, partendo da quelle immagini, per affinare il salto.
Continua la galleria dei salti. Non poteva così mancare una foto di un altro “campione” della famiglia La Barbera, Erik.
Lo vedete mentre si cimenta sollevandosi in aria e raggiungendo già belle misure. Seguirà le orme paterne? Non mi rimane altro se non attendere con una grande soddisfazione.
Questa volta salto io. Dopo l’esibizione maiuscola della mia piccola Marianna ecco una foto dove a saltare sono io.
Ne avete viste tante, e non solo foto, dove per allenarmi facevo salti, a volte anche lunghi, ma mi piace, nel mio blog, proporre foto inedite e questa lo è, così come quelle che seguiranno. Vedrete saltare mio figlio e… Andiamo per ordine, ora è il turno del capo famiglia (si dice così!).
6 metri e 11 centimetri, non male come prima uscita stagionale. Vi dirò di più, prima della gara era una risultato sul quale avrei messo la firma. Oggi ne sono alquanto soddisfatto, tanto più che ho regalato un bel po’ di pedana. Analizzando il mio comportamento di gara – per chi non lo sapesse sto parlando del Memorial Primo Nebiolo che s’è svolto ieri sera a Torino – ammetto di non essere stato impeccabile, ho collezionato un bel po’ di nulli (ok, volevo il risultatone!) saltando i 6,11 proprio quando mi ero deciso a compiere un salto di “sicurezza”. Ad ogni modo, ripeto, sono soddisfatto, anche perché a Torino non c’erano obiettivamente le condizioni per fare di più; questo genere di eventi sono molto belli e per l’atletica rappresentano un’ottima vetrina, ma hanno lo svantaggio di essere un po’ dispersivi e di non aiutare troppo la concentrazione dell’atleta. Ad ogni modo l’anno scorso, in condizioni analoghe, alla prima uscita di stagione ho saltato 5.47. Insomma, il balzo in avanti c’è stato. Conclusioni: è stata una bella serata con una piccola nota amara, ma di questo ne parlerò dopo.
Non soffermatevi sulla qualità dell’immagine ma guardate il salto. E’ stato girato nei giorni scorsi durante un allenamento in vista dei prossimi impegni della stagione. Adesso mi aspetto il vostro sostegno. Chissà che non riesca ad andare ancora più lontano.